Marco's profile...la perenne tarantella...PhotosBlogListsMore ![]() | Help |
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February 07 OPLA'Da quant’è che non scrivo due righe in questo blog?
Ne sentivo la necessità? No! Eppure caro lettore o lettrice che passerà da questo orifizio anale per eccellenza…
ogni tanto
…ho scoperto che BISOGNA buttar giù due righe.
Di cosa parlerà il Vostro, dopo un’assenza così lunga, senza neanche aver dato gli auguri di un pessimo Natale e altrettanto pessimo inizio d’anno?
Del nulla!
Ovvero: quando vi ritrovate il quel fantomatico “antro”.
Ma non del “nulla” che sono “solito” illustrarvi (qualche post più sotto magari, dateci un’occhiata, o anche no… insomma cazzi vostri va’), ma di quando qualcuno riesce nell’impresa di svuotarvi di tutti gli organi vitali.
Costui non vorreste ucciderlo, ma solo capire come riesca in questo “gioco di prestigio” che tanto v’incuriosisce tanto quanto vi… fa cagare sotto.
Insomma vi ritroverete nei panni e con il ruolo inconsapevole dell’assistente, quello che conosce il prestigio, ma lo tiene ben segreto.
Da buon artisti siete costretti a tenere tutto dentro… il problema è quando dentro non ci potresti piazzare nulla, nemmeno appendere una gruccia ad una costola poiché mancano anche quelle.
Siete impauriti, smarriti, non sapete che pesci pigliare… ma anche curiosi. Curiosi di come andrà a finire…
Rimarrete delusi forse che il tutto riesce con il solito schioccar delle dita ed un “et voilà”.
Quel che è più sorprendete è che bacerete a terra quando il prestigio sarà concluso e ritroverete i vostri organi al proprio posto…
…soprattutto un cuore che pulsa ancora, anche più forte di prima.
Consci che tutti cadremo nella curiosità de “me lo fai rivedere?” ma non si sa quando, né come né perché…
Come ogni buon gioco di prestigio vuole.
PS- già che ci sono pubblicizzo pure il video che ho inserito su youtube October 03 tre, dieci, duemila... e sette.…l’acqua che alla fine cedette al fuoco
Succo al miele, parzialmente scremato e amaro, allungato, grazie! Come un silo che esplode una supposta, veritiera, nelle vene.
Claustrofobia lancinante, lieve scende ma… è sale: plasmato con vinavil, l’oltremare alla ruggine.
Una morsa intensamente debole in briglie strette alla buona.
Divino mi nutro e rimetto a letto. September 03 Gaia il pianeta che vive…saremmo semplici robot, macchine, computer, se l’uomo o l’animale o anche le piante non avessero un’anima… Il libero arbitrio, così come il dolore o il piacere, magari la semplice “voglia”, ci legano tutti in un anello che non può rompersi. Non si tratta di una “semplice” catena alimentare, di conseguenza non si tratta neanche di mera “continuità”, così come non mi va di parlare e dare spiegazioni specifiche… ma, in un certo senso, di raccontare una “storia” che può far riflettere… (forse anche no, ma chi se ne sbatte?) Il pianeta terra, tra le teorie varie ed eventuali, ha ricevuto anni orsono una sorta di etichetta, un nome: Gaia. Dove la scienza e il “semplice” calcolo matematico non arriverà praticamente mai, è perché ciò avviene. Di sicuro sapranno spiegarti che tale pianta ha bisogno di fare “così e cosà” per questa e quella ragione, così come il cane ha bisogno di nutrirsi e di bere e l’uomo ogni due tre deve andare al gabinetto a... spugnettarsi. Ma perché l’uomo si sega? Perché il cane è fondamentalmente un perenne giocherellone? Perché la pianta preferisce star ferma e diventare un albero? Perché ad ognuno di loro “gli và” di far “così”… così come alla terra piace ruotare, fare scorregge e muovere il terreno sotto i nostri piedi, e così via… Gaia, di conseguenza, non è tanto differente da noi… anzi, semplicemente ha “una certa età” e di sicuro se potesse raccontarne, ne avrebbe da dirne… e Dio solo sa che gran favella avrebbe. Gaia è solo uno dei tanti pianeti/satelliti che potrebbero avere una vita propria (così come un altro nome proprio, per dire), così come ognuno di essi potrebbe fare le sue scelte di vita. Ad esempio: È risaputissimo il tenero che c’è tra la stella e il satellite, anche se vederli insieme capita davvero una volta ogni Eclissi di Sole. È lì che i due si “appartano”, è lì che davvero diventano un tutt’uno in una sorta di gioco di “luce e ombra” contemporaneamente. Ed è lì che la terra, Gaia, osserva silente. La Luna è anche grande amica di Gaia. Abitando vicine son praticamente cresciute insieme, tanto che l’una racconta puntualmente all’altra tutto ciò che accade quando i due s’incontrano. È ben nota la curiosità di Gaia, almeno tanto quanto siamo curiosissimi noi che la popoliamo (e probabilmente anche più), quindi è praticamente una conseguenza che sia anche un’ottima ascoltatrice… Gaia però prova un sentimento che anche noi conosciamo bene: la gelosia. L’ennesimo ruotare, all’ennesimo racconto che la Luna le rivela, ai saluti che il satellite e la stella si lanciano in lontananza, Gaia alcune volte si ritrova pure a far da intermediaria… e lei, questa cosa la detesta. Passano i giorni, gli anni, la routine è sempre la stessa e Gaia prova invidia perché anche lei vorrebbe amare qualcuno. Prova emozioni in continuazione e per quanto faccia finta di nulla e a malapena riesca a celarli, conosce chi, sicuramente, apprezzerebbe i suoi sentimenti e che con un po’ di fortuna, verrebbe pure ricambiata. Decide quindi di mettere in pratica ciò che vuole da una vita, una volta per tutte. Conosce entrambi, da secoli, conosce i loro “giri”, li segue pazientemente da vite e vite, aspettando il momento più opportuno… Momento che conosce benissimo: un conto alla rovescia impaziente, ovvero quello dell’eclissi lunare. Solitamente è il momento in cui le due parlavano con più intimità, quasi nascoste al coperto, o là dove Gaia si ritrovava a fare da tramite, quando la terra in pratica veniva abbagliata dall’imponenza del Sole… Ma quella volta, Gaia diede del tutto le spalle al Sole e spiegò alla Luna che, per quanto potesse sembrare strano, lei l’amava più di ogni altra cosa. Le disse che le è sempre stata vicina e così sarà anche in futuro… e che non c’era Sole che tenesse, quando entrambe sarebbero capaci di oscurarsi l’un l’altra. La Luna rimase sbigottita. La cosa sembrava farle piacere, ma era molto, molto, troppo confusa. E nel buio creatosi era ben avvantaggiata a non far trasparir nulla, senza il rischio di sbilanciarsi insomma… Il Sole iniziò ad aguzzare lo sguardo in quella direzione non riuscendo però a capire ciò che avveniva. Dal suo punto di vista non poteva vedere la Luna e interpretarne i suoi movimenti, cosa che già sapeva e che già gli capitò, visto anche che non era la prima volta che le due comunicavano per fatti loro... …cosa che segretamente lo infastidiva… e quell’eclissi sembrava durare più del solito, più della Sua eclissi. Stava concedendo troppo tempo… e anche lui, sì, provò gelosia. Era troppo. Lui che perennemente dava la luce alla sua Prediletta in modo particolare dimostrandole quanto tenesse a lei. Non riuscì a trattenersi per l’ennesima volta a quel che ai suoi occhi erano continui sotterfugi. Qualche conto non tornava, aveva paura. Odiò tutto e tutti in quel momento e decise di mettere la parola “fine” a tutto. Fece una scelta che freddò persino gli amici stretti, quelli meno stretti e i conoscenti vari in quel della via lattea… stupì insomma gran parte dell'universo restante… ...spegnendosi. July 28 controcazzi!fondamentalmene tale terminologia di "nuovo conio" usatissimo nello slang italico può significare più cose, dal "bellissimo" al "figo e cazzuto"...
... ma visto che mi piace andare controcorrente v'informo che c'è anche il "controcazzi" cattivo... che rigiro qui ("rigiro, poiché è un mio vecchio post in un forum datato non so quando ... e dato che rileggendolo mi ha fatto ridere....)
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ordunque, una lista di cosa si guadagna o semplicemente "cosa succede" quando si ha i controcazzi: sei sempre dalla parte della ragione (punto e basta). un muro in cemento armato, per te è burro quadagni in figosità e in rozzaggine di quella nuda e cruda per qualche oscura ragione ti cadono i capelli sei stressato alla playstation non vinci contro tuo nipote che ti rifila il 3 a 0 con il siena a PES. poi andate in cortile a giocare e fai un entrata a forbice causandogli costole rotte varie (così crescerà anche lui con i controcazzi, un giorno). le fatality son roba da poppanti, tu, in quella occasione potresti rigirare come un guanto "tizio" semplicemente tirandolo dalle narici, anche se si dovesse chiamare sub zero! i ninja non hanno i controcazzi per quanto possano essere killer spietati, altrimenti pure loro ripiegavano su motoseghe e asce... e poi giocavano a gta!! le ascelle ti puzzeranno anche se ti sei lavato 2 minuti prima. se stai per esplodere e SAI che non è consigliabile fare nulla (o le morti del sabato sera, paragonati ad UNA tua serata controcazzosa (= dio comanda, io comando solo per la morte) sarebbero una statistica "tra le tante"), piangi come un marmocchio (ma sei solo soletto, quindi nessuno lo saprà mai)... l'amico tuo più che rassicurarti, ti aiuta a incazzarti di più. uccidete un paio di persone insieme allegramente, poi andate a rimorchiare. al letto con i controcazzi... peggio per lei (ammessi i pugni nella schiena, sigarette spente sulla fronte, tanga borchiati e fruste.... c'è a chi piace!)... si arriverà alle carezzine... dopo! tra il dire e il fare, ci sono di mezzo i controcazzi di dirlo bene e farlo meglio, o t'incazzi di più! mi fermo qui... non ho la giusta ispirazione con mia madre che passa la lucidatrice... ...e se non la pianta subito... gh! July 25 bim bum bamTuona E brucia Nel buio. Caldo ...è caldo. Freddo ...è freddo. Grado più Grado meno ...circa July 22 Quando pensiamo?Premessa: quanto leggerete è un costrutto originariamente pensato per lasciare spazio alla difficoltà nel prendere sonno. Scrivendo riga dopo riga m’è quasi venuto normale ripiegare il tutto in altri eventi/contesti. La mente umana è una scatoletta che all’interno nasconde infinità di cose, ma guardandola a 360° possiamo misurarla all’apparenza e notare anche la banalità dei suoi spigoli. Quanto segue non ha pretesa, non ha un vero volume, non ha ricercatezza varia ed eventuale. Vien da sé che le righe che seguiranno altro non sono che riconducibili a “giornate tipo” della persona media, là dove può incappare in periodi di riflessione più o meno profondi. Non tratterò della riflessione nel senso stretto del termine, bensì il quando questa in sporadici casi si presenta. In altre parole non guarderò all’interno della scatoletta, ma metterò a fuoco proprio gli spigoli che si congiungono. Parte I Credo sappiate tutti cosa sia un letto. Capita per lo più nella fase antecedente al sonno, non per forza però bisogna essere prossimi a dormire… può anche bastare il solo “spaparanzarsi” sul letto e a qualsiasi ora. Di solito, prima di addormentarsi, è più facile incappare in questa situazione. Fondamentalmente non penso a nulla prima di dormire, quando collassato mi lascio cadere pesantemente sul letto, sicuro di prendere sonno al più presto altrimenti, viaggiare con Morfeo diventa cosa difficile e il sonno di conseguenza vola via... ...quindi può capitare di riflettere, magari per conciliare la ninna. È quando, contate le pecore sono giunto al numero infinito, due volte, che lascio stare le "tecniche di appisolamento" e lascio correre un po’ la mente. C’è da dire però che la differenza di contesto (come lo è il letto, in questo caso) porta differenti pensieri. Sdraiati sopra il nostro comodo materasso è più facile vagare tra “astrattezze” quali possono essere: sogni/speranze future che ripiegano dal domani a tutto l’anno venturo; possono essere amorevolmente empatici (avete presente la frase smielosa del “sei il primo pensiero la mattina… e l’ultimo (zac) la notte”? Ecco!); può essere un riepilogo, della giornata trascorsa o addirittura della propria vita…o della vita di un altro. Nell’ultimo caso, può capitare di giungere alla (giusta) considerazione che bisogna imparare a farsi i cazzi propri… e se non ci siete arrivati, ve lo dico io, ora! Ultimo ma non meno importante è il “motivetto”. C’è chi si addormenta con cuffie alle orecchie, chi invece pensando ad una melodia. In entrambi i casi possono fare da sottofondo al pensiero stesso o, essere un pensiero a sé stante. Se si è musicisti, partiti con una nota, è facile che vi ritroviate a guardare l’orologio increduli di come sia potuto passare il tempo così velocemente, ma facendo mente locale ci si accorge che il canticchiare due cd di fila o anche “creare” un motivetto, porta via tanto tempo, quanto la fissazione di arrivare al ritornello o al finale stesso del brano… e poi partire con un altro. Parte II Credo sappiate tutti cosa sia un cesso. Il pensiero è più “palpabile” di quanto non lo sia nel letto e la sua concretezza sta nel fatto che, per esempio, un trastullo mentale può essere “mo’ finisco, tiro lo sciacquone e mi faccio una doccia! Pulito e lindo, mi profumo, prendo la macchina ed esco”. Contrariamente al letto infatti, che spesso e volentieri lascia che il pensiero scivoli per poi ripresentarsi “giorno tale”, con l’accoppiata del gabinetto abbiamo un potenziale ben più sbrigativo e “alla mano”. Non abbiamo quindi viaggi neuronali degni di nota che magari sfociano sul filosofico più disparato… anche se l’eccezione del pensiero “impegnato” può capitare, magari con scoperte scientifiche. Non per niente chi ha creato la carta igienica, ai tempi, probabilmente si trovava in una situazione quantomeno simile. È lì che l’uomo dà il massimo di sé stesso. Un continuo pigiare l’acceleratore nella sola realtà dei fatti. C’è però una differenza sostanziale da persona a persona: c’è per chi il “periodo di riflessione nel ces….concreto” è come un fulmine a ciel sereno, tanto quanto la velocità nello sfornare uno stronzo in maniera speditive. Di conseguenza si tratta di persone mentalmente attive e schiette, le classiche persone che, ad un appuntamento se non possono venire dicono “no” invece del “forse”. Chi invece nello “sfornare” è più paziente, abbiamo la persona un po’ più riflessiva, che all’appuntamento è propenso, solo che prima però sbriga altrettante faccende, tutte, pensate tanto quanto è stata la durata dell’intera seduta. Parte III Credo sappiate tutti cosa sia… la noia! È qui che l’umana razza sfolla pensieri inutili, dalle imprecazioni allo stesso volume della sonorità dei clacson alla voglia, (inutile… e due), di far più presto quando ormai incolonnati, effettive possibilità non ce ne sono. Il ripiego è l’autoradio, già di per sé quindi il nostro cervello non crea input e, checché se ne dica non ne riceve, per quanto in tale stazione radio possano passare questa song o quella notizia. Un pensiero cosciente prevale, il semplicemente “tutto… ma non questo!” In altre parole, più che un pensiero è una sentenza: “mi rompo le palle!” Volendo la mente avrebbe come ripiegare, magari sfruttando i concetti dei contesti di cui sopra e rigirarli all’interno dell’abitacolo. Ma questo, non avviene mai, o quasi. Siamo impazienti di parcheggiare la nostra macchina quando, volendo, avremmo di che riflettere. L’unico trastullo mentale, quindi, al limite si riduce ad un “chi cazzo m’ha mandato a…” e poi a scelta “…prendere la macchina”, “…imboccare questa strada”, “uscire”, “non fermarmi a casa di tizio” ecc ecc. Alcune volte basta il semplice “chi cazzo m’ha mandato!” Parte IV Il sollazzo? No… IL pensiero fatto nullo. Capita a tutti almeno una volta ogni tot giorni. Fissare un punto, metterlo a fuoco, finendo per entrarci dentro. Dura un secondo, una trentina al massimo, di certo non si arriva al minuto. È quando la nostra scatoletta cranica si apre da ogni lato ma verso l’interno, implodendo, per poi ritornare al suo posto. Riesce ad essere più inutile del contesto precedente, ma di certo è più affascinante. Sembra una sorte d’ipnosi autoindotta, perché in quei 30 secondi siamo capaci di mettere a fuoco o meno il nostro obbiettivo, che solitamente in questi casi è “il nulla”, e il tutto senza una ragione precisa. Mi sono sempre chiesto cosa diavolo voglia significare e il perché o quando (normalmente) questo si presenta. Di norma accade da seduti, fissando il piatto a cena o guardando al di là della tv o dietro una finestra. Resta il fatto che “non crea” né “lascia” qualcosa, solo, in quell’immersione, ci si sente stranamente bene, forse perché in quell’attimo “non ci si sente”. È come essere momentaneamente un nulla mischiato dentro niente. Può essere un insulto, volendo… e c’insulteremmo tutti a questo punto, autonomamente. July 09 ...Ordunque: Che ne dici caro lettore, che puntualmente non si fa mai i cazzi suoi saltellante di blog in blog, se spertichiamo solite ovvietà come di consueto nei miei post? Cerchiamo un pretesto per un argomento che possa anche lontanamente illuminare il lettore, con perle di saggezza e/o minchiate assortite che puntualmente inondano queste righe? Non oggi… oggi no. No? NO! Perché mai ti chiederai? C’è chi si trastulla l’uccello o la passerina, chi il cervello… c’è poi il tizio che vuol leggere quello che si trastulla il cervello, magari sapere perché il cervello è in media perennemente collegato all’uccello che a sua volta pensa alla passerina. È più semplice di quanto non sembri… farsi una montagna di cazzi propri spesso e volentieri è la migliore delle regole! TU, esimio lettore, ad esempio, ORA, che minchia vuoi trovare d’interessante in queste righe? Il titolo nemmeno c’è, eppure stai leggendo Vuoi due righe? Qua è tutto un casino, anche se casino non è. So già che questa mattina mi alzerò, farò la cacca (solitamente non sono così puntuale), mangerò qualcosa a colazione e presumibilmente uscirò… se non fosse che non ho chiuso occhio tutta la notte, in attesa di… “in attesa di”, ho già fatto pace con il wc, ho mangiato un panino dal companatico assortito neanche un’oretta fa e… sì, tra tre orette circa uscirò. Contento? Mi chiedo “quando succederà qualcosa di non programmato?” Sigaretta. Piuttosto, perché non facciamo qualcosa di più galvanizzante, rendendo il post un pelino più originale? Ci stai? Non fare quella faccia su… … Bene! Partiamo: Vediamo un po’, a giudicare dalla tua presenza, qui, ora, di sicuro non avevi proprio una fava da fare eh? Non hai impegni migliori? A quanto pare no! Tu non sei normale, nel momento in cui stai continuando a leggere queste righe! Credi che ti stia prendendo per i fondelli? Immagini bene! Perché TU, in questo momento sei “inutile”: io scrivo puttanate sul tuo conto che in questo momento è di perenne inferiorità (quindi, al contrario tuo, IO “faccio” qualcosa) e tu, furbescamente leggi. … … … … E stai continuando addirittura… c’è un po’ di autolesionismo in te, lo sapevi? Se è “tanto” o “poco” ancora non te lo so dire. In ogni caso è comunque un problema TUO, che ti consiglio di ravvedere al più presto … … … … Non ci provare! Non saltare i puntini sospensivi andando a leggere subito dopo. Non hai di meglio da fare no? Goditi i puntini almeno…. … … … … Senti un po’, pirla, quand’è che chiudi questa pagina a sto punto? Proprio non ci riesci eh? È un dato di fatto insomma: NON SAI FARTI I CAZZI TUOI! Se sei quantomeno una persona un pelino meno pigra, a questo punto, avrai contato i puntini! Quanti sono? Valgono dal “partiamo” in poi! Dunque? Mi sai dire la cifra? … … … … Cazzarola li hai contati…E ora? Quanti sono? Scommettiamo che ti è sfuggito almeno uno? Sono 51? Beh in realtà sono 52, riconta! Anzi, 55… 58 adesso. 59! Passati il tempo, contando anche i punti esclamativi e interrogativi, ma i punti rimangono punti, le astine rette si contano a parte, idem quelle curvate interrogative e sì, pure i “duepunti” e, per aiutarti, con questi ultimi siamo a 61
Certo che non hai proprio una minchia di meglio da fare, anche peggio di me!!! SUICIDATI! May 14 Orifizio AnaleE' importante saper scegliere e decidere, avere le spalle sempre ben coperte... ma prenderla nel deretano fa comunque male anche muniti di uno scafandro impenetrabile. Saprai caro lettore che anche tu hai avuto il tuo bel manganello su per il retto nella vita. L'hai sentito, lo conti sulle dita delle mani tante quante sono le volte che hai avvertito la sensazione, e sai che per contarle tutte madre natura t'ha munito di 20 dita in tutto in "aiuto"... per ricordare SOLO le "migliori" e perdere il conto delle altre, infinite... Il "bello" del sentirsi "fregati" è che spazia dal motivo più inutile al più importante, i contesti sono innumerevoli, ma il risultato in quel determinato frangente è sempre lo stesso: una supposta di cui s'ignorano le dimensioni dove però gli effetti sono uguali alle avvertenze: non ti farà stare bene! Il mio blog, solitamente va sempre alla ricerca dell'aspetto buono in ogni cosa e volendo potrei ripiegare pure qui con il classico "sbagliando s'impara". Il post si potrebbe chiudere. Ma prenderla nel deretano non è solo una lezione di vita, premettendo comunque che questo ti forma e ti fa cresce. Il prenderlo lì dove non batte il sole è tristezza, è amaro, è... brutto! E la cosa più incredibile è quando metti le mani avanti (magari addirittura in preventivo...) non dovrebbe, ma incredibilmente l'effetto è sempre lo stesso! C'è una cura? Non esiste! Fondamentalmente è come se ti arriva un pugno in faccia, t'indolenzisce, si gonfia e passa con il tempo... La miglior cura di tutti i mali daltronde è proprio il tempo. Ciò non toglie che anche con il tempo, ricordando tale giorno, si metterà a fuoco da solo e inconsciamente... e lì appurerai che anche un tubetto da due litri di vasellina non avrebbe comunque migliorato le cose... ...nè allora, nè con il senno di poi! May 07 ...esiste, Dio se esiste......ma è inutile! Dio secondo me è sordo, ma se l'offendi ti manda tonnellate di sfiga. Se provassi a chiamarlo al cellulare mi sentirei rispondere qualcosa tipo: "Eden, informazione gratuita... l'utente da lei chiamato non è al momento raggiungibile, riprovi più tardi... o anche mai, grazie!" prima in ebraico, poi in inglese...
E allora perché adesso ti trovi qui, ORA?
Semplicemente perché non ho una cippa da fare!
E perché parli di lui?
Beh, devo prendermela con qualcuno se il mondo va a rotoli no? Me la prendo con lui a questo punto, DEVO! E' l'unico "vero" colpevole! la creazione dell'uomo è opera sua del resto, no?
Devi ringraziare lui se adesso vivi! Ti piacciono le donne ad esempio, devi a lui se il mondo è così pieno di gnocca...
Ti dirò, con il senno di poi Adamo fu fesso! Se avesse saputo come sarebbe finita avrebbe ringraziato dio per avergli tolto la costola e si sarebbe fatto un autofellatio come Dannunzio... insomma, sarebbe diventato un eroe salvando il mondo intero inconsapevolmente, meglio di Superman! La storia di Adamo ed Eva è considerabile una favoletta? NO! Una frottola, ecco cos'è! Le favole hanno un lieto fine...
Rasenti la blasfemia più completa...
Il mondo, di per se è già un'unica imponente bestemmia in lingua universale
Ma Dio esiste no?
Beh, sì! Ma... potenzialmente potremmo esserlo tutti! Guarda Gesù: a quei tempi bastava avere un ego smisurato, dire di essere il figlio dell'onnipotente e tutti sarebbero caduti ai tuoi piedi a cantare inni, ritenendoti appunto un Dio... pensa se si fosse portato alle elezioni! Non che abbia fatto stronzate nella sua vita, anzi... a modo suo era una persona che ci "vedeva lungo" e voleva giustamente la pace per tutti... ma non fu l'unico, nè prima nè ora!
E con i miracoli come la mettiamo?
Culo! ... perché a questo punto chi vince alla lotteria sarebbe da definirsi miracolato...
Come definisci quindi Dio?
Una potenza! E se è vero che la potenza può essere il "lavoro" che corre in una carica di un campo elettrico, Dio altro non è che una teoria, "solo" inapplicabile... In realtà, non è un post serio anche se forse lo voleva essere, nè serve a nulla! Finisce peggio di come inizia se proprio dobbiamo dirla tutta...
Tra i miei difetti, forse gli stessi che mi rendono "speciale" e diverso da altre 6 miliardi di persone circa, un certo spazio lo darei alla mia superficialità. Sia ben chiaro che tale termine, "superficialità" appunto, è da prendere sia alla lettera che con le dovute pinze. Come un qualsiasi dizionario potrebbe testimoniare, essa può portare la persona di turno a commettere errori durante la propria vita, avere una sorta di mancanza, quale può essere la costanza se vogliamo o anche la "semplice" (dis)attenzione stessa. Di conseguenza quindi, la persona di cui prima potrebbe ritrovarsi ad infuriarsi o a mangiarsi i gomiti poiché tale volta non ha adempito a quel compito con la dovuta meticolosità attenta che l'avrebbe portato al risultato migliore. Con un calcolo sbrigativo, a questo punto, il "non-supercifiale" ha dal suo una marcia in più per stare al mondo... a tutte le domande fondamentalmente vuole una risposta chiara, ad ogni lavoro mette il massimo dell'impegno, ad ogni azione sa precisamente il fine ultimo al quale va incontro. Il qui presente non si ritiene una persona superficiale, ma osservandosi a 360° non può nascondere che in molti casi questo lato vien fuori prepotentemente: che sia un'amicizia di poco conto, un genere musicale che aborro a priori, che sia un pensiero che sfiora la mia mente e così come appare si volatilizza. La superficialità quindi verte anche sul disinteresse, ma non è l'unica mina sulla quale ci si può imbattere durante il percorso. L'essere disinteressati può essere una giustificazione, così come può essere l'inconsapevolezza in quel determinato frangente o una causa che, in una circostanza, ti può portare ad un'altra strada, quella della superficialità non propriamente voluta... perché si sa, spesso è una strada dritta e ben asfaltata, che non un campo disseminato di buche e avvallamenti. Ad ogni modo, conscio del fatto che tale "difetto" oltre a far parte di tutti, in diversi modi ed entità, e considerando che da qualunque lato la si guardi sostanzialmente è l'ultimo dei termini lusinghieri, dal far mio ho deciso di evolvere (in questo caso "sopprimere") la mia persona da tale "inconveniente". Da ora quindi il qui presente tenterà di diminuire la sua superficialità, con le persone, con le cose, con il mondo intero e tutto quel che c'è sopra... e per non essere superficiale dovrei anche dire "...e sotto". Guarderò le cose più a 360°... e dato che questo è sempre stato nei mei modi di fare, per migliorare ulteriormente, farò due o tre giri. Già so che la testa mi si riempirà di domande, io che non sono abituato nè a porle nè a riceverne più del dovuto... quindi mi chiedo: in quanti sono svegli a quest'ora? quanti stanno mangiando? quanti dormono? quanti sono al pc? quanti stanno copulando? quanti stanno copulando al pc? quanti stanno copulando cospargendosi di mangiare? quanti dopo tutto questo andranno a dormire? ...già lo so... sarà una battaglia persa la mia... forse non sono partito con il piede giusto... indi per cui, prenderò lo zingarelli, aprirò una pagina a caso e vedrò di leggere la prima parola in alto a sinistra, vedrò di carpirne il significato e farne un esempio, giusto per combattere la superficialità che è in me. Squillino i tamburi, rullino le trombe (anche se in realtà il tamburo rulla e la squillo tromba... ehm...) non riesco a trovare il vocabolario, ragion per cui l'esempio non è attuabile e quindi... il post è finito! Fossi stato una persona veramente superficiale neanche l'avrei cercato, nè mi sarei posto il "problema" e quindi avrei scritto questo post... insomma, per quanto mi riguarda, vado bene così! E voi invece? April 04 L'esame di coscienza.C’è chi la coscienza non sa cosa sia, chi invece ne ha fin troppa. Chi bada bene a fare una specie di scan disk frequentemente, chi la porta avanti piena di bug e poco si preoccupa di sistemare gli archivi… Chi formatta direttamente, e fa pace con se stesso e il mondo. La prima volta che sentii il “peso” della coscienza fu durante la prima comunione e la prima confessione dei peccati (di tutto, furono le prime… e le ultime). Non era come l’esame che avrei affrontato di lì a breve per le scuole elementari, né era una “succhiata” del mio sangue… l’esame di coscienza sembrava qualcosa di assai e più pericoloso e pauroso. Come l’esame elementare conclusosi in un battito di ciglia e un pizzico e cerottino per quello del sangue, l’esame di coscienza fu altrettanto semplice… anche se per un attimo, lunghissimo, come per tutte le paure del resto, mi sembrò il più difficile esame della mia vita! Ricordo ancora quando mi confessai, articolando un “più” prima con la mancina (notando lo sguardo stizzito feci finta di aggiustarmi i capelli) poi con la destra e un “mi benedica Padre perché ho peccato…” e già lì ci fu il mio punto di domanda: “Ho peccato? Perché? Quando? Come?” pensai, in un nano secondo. Guardavo intorno a me gli altri bimbetti che sembravano averne combinate di cotte e di crude nella loro giovane vita… parlavano parlavano e parlavano ancora. Quasi mi sentivo a disagio, mi sembrava anormale che non avessi fondamentalmente nulla da rivelare e chiedere la benedizione. Il prete, dal canto suo, aspettava e tentò di tranquillizzarmi: “non ti preoccupare…” mi disse… e io che quasi me la facevo sotto perché credevo che non rivelandogli niente di “cattivo” non mi avrebbe preso per un angioletto anzi… ai suoi occhi sarei stato falso e mi sarei segnato a vita con un bel biglietto in ottava classe per l’inferno. “…puoi dirmi tutto, non c’è problema…” Quasi mi persuase l’idea di inventarmi una qualche storia assurda, visto che potevo dirgli tutto. Ero pronto a dire la peggiore delle storie con protagonista il sottoscritto: che imprecava con i rutti, rubava le donne degli altri, mentivo, uccidevo, rubavo la donna degli altri una seconda volta, desideravo il cane del vicino, commettevo atti impuri con le dita nel naso e che il mio vero nome era Caino…ma non mi fidavo, quindi ripiegai con un: “dico le parolacce!!!” con aria convintissima e cattiva… “poi?” si aspettava forse davvero le peggio cose, ma risposti facendo spallucce… “lo sai il padre nostro?” mi chiese “certo!” dissi. Finalmente sembrava andare tutto liscio: “L’ho imparato a memoria… paaaaaadre nostro, che sei nei cilei…” “d’accordo d’accordo” m'interruppe “ripetilo tre volte” “non basta una?” domandai… lui alzò gli occhi al cielo, fece in fretta dandomi la benedizione borbottando Dio sa cosa, mi indicò il posto dove andare ad inginocchiarmi e io ubbidii. …con la destra questa volta… “passo e chiudo” avrò pensato… forse… Um… L’ultima mia preoccupazione, facendo l’esame di coscienza al giorno d’oggi, è quella di trovarci del marcio. Solitamente dico sempre quel che penso, agisco come mi par meglio e giusto, non lascio niente al caso sempre che questo non voglia esser lasciato correre. Metto i puntini sulle “i” e là dove mi sembra che manchi una virgola l’aggiungo, la tolgo, modifico o metto un punto. Non trovo del marcio dunque, indi per cui non mi pento, di conseguenza non ho di che lamentarmi, da aggiornare o rimettere a posto. È quasi come non possedere questa coscienza… cosa triste? Bah! Forse sì… Fortunatamente sono una persona altamente critica, capita perciò che non trovando il “cattivo” vado alla ricerca del “meno buono”, quantomeno. Insomma, se vi sembra impossibile che il qui presnete non abbia (o meglio, non riesca a trovare) un qualche scheletro nell’armadio, sappiate che comunque vado a cercare la ragnatela o il granello di polvere… giusto per sentirmi “normale”. È lì che trovo la “normalità”, dove qualche parola poteva essere favellata meglio, qualche azione rivista, qualche ritardo puntualizzato e la puntualità magari ritardata. Quando capita, se capita, è nelle ore notturne a giornata conclusa e prossima a giungere al termine con il sonno. Rannicchiato tra le coperte o fumando una sigaretta comodamente disteso a fissare il vuoto buio della mia stanza, dipingendolo con colori vivi, animando e rivivendo così spezzoni delle giornate trascorse e tentare di percepire cosa potesse andare meglio o peggio se avessi cambiato qualcosa. Strano ma vero, anche in quel caso, ripiegando su una parola un po’ più dolce o su un azione magari meno scontrosa (o l’esatto opposto) il risultato non sarebbe cambiato poi molto… credo… anzi, nel giusto o nell’errore, “ritrattandolo”, si sarebbe solo persa la naturalezza del tutto, magari il significato o il motivo stesso. Meglio andare a rotta di collo quindi e fare ciò che ci si sente… e lì la coscienza si azzera nello stesso istante in cui si è fermamente decisi. Il trucco alla fine è uno solo: so che sbagliando imparerò…commetterò anche due volte lo stesso errore, ma ci guadagnerò in un secondo, terzo, quarto momento! Non mi pongo il problema dunque, di quando o come ho battuto il muso. Meglio averlo fatto piuttosto che piangermi addosso. Ricorderò il dolore e il suono sordo prima di commettere l’ennesima cazzata. Per la serie: “faccio bene a sbagliare per poi rigare dritto! La prossima volta…” solo alla morte non vi è rimedio daltronde. Fortuna anche che la Religione, per quanto mi riguarda, è solo una gran bella “favoletta” costruttiva… la seguissi alla lettera, i 10 comandamenti me li bruciavo tutti e a quel punto l’esamino di coscienza mi avrebbe dato parecchio lavoro. March 27 Il senso della vitaDunque, il titolo fa poco sperare per questo post. Quale saggezza avrà raccolto il qui presente che possibilmente si allontani il più possibile da una sminchiatella considerando che l’argomento di certo non è dei più semplici? Python di sicuro con il suo film potrebbe chiarire le idee… ma fondamentalmente no. Non è un film da consigliare a tutti oserei dire, essendo puro (e complicato) umorismo inglese in piena regola, ma basta riuscire a carpirlo (non per forza in ampia parte) e le risate in qualche sketch sono assicurate. Il film conclude con qualcosa del genere: Chi non si raccapezza? Quanti di voi si son posti questa domanda e quanti ancora cercano risposta? Quella di non avere un senso, ad alcuni, può non piacere o, almeno, non essere troppo convincente, esauriente. C’è quell’interessante programma di Bonolis, con il fido Laurenti che, a modo, tenta di snocciolare l’amletica domanda. Il massimo credo che normalmente si raggiungeva a fine programma, quando vi era la parte de “un buon motivo per non usare la testa:…”: e quando nell’immagine con raffigurante una slot-machine: “non usiamo la testa per dimenticarci come si gioca” (o giù di lì) o quando raffigurato Amleto con tanto di teschio, “non usciamo la testa per porci problemi”. Ammetto di non essere stato un attento e accanito spettatore del programma, gli orari della trasmissione, con i miei, molte volte non combaciavano (farlo il sabato in seconda serata del resto non credo sia mai stato il massimo della furbizia per un incremento dello share che tale programma si potrebbe tranquillamente meritare, non solo tra “i grandi” o i vecchi, ma anche per chi, ragazzo, tiene quella spasmodica curiosità di sapere e conoscere… trovare risposta e rispondere a tutto il rispondibile. Un palinsesto molto stupido direi)… ma ci si ritrovava lì qualche volta a tale ora, con lo zapping in moto e zac… “la voce citofono” del Laurenti e “la favella jazzistica” di Bonolis. Dentro una scatola da 14 pollici non si può sperare di trovare di meglio. Ricordo in modo particolare le immagini di cui prima appunto: giocare e il non porsi problemi. Il senso della vita si racchiude forse qui? Nella mia visione, magari molto semplicistica della “situazione” oserei dire di sì! Giocare per me è di primaria importanza, semplicemente non riesco a farne a meno. Dal più stupido su internet o con la PlayStation/computer, alla partita di pallone, dal gioco da tavolo alla morra cinese, dalla battaglia di cuscini a nascondino, dal giocare tra le coccole e il mordersi la lingua (in tutte le visioni concepibili). Il non porsi problemi invece? Beh, credo che per molti versi si riattacchi al ludico. Sostanzialmente non mi pongo il problema di quanto possa durare “una partita”, ci gioco e punto! Non mi pongo il problema di cosa mangerò domani sapendo che al limite ripiegherò con il classico panino con il frigorifero dentro. Non ho il problema di pormi domande eccessive, perché potrei trovarci appunto i problemi… dal più piccolo al più grosso son solo grattacapi che magari non portano nemmeno a nulla, né una soluzione né riuscire a dimenticarsi (ed è consigliabile ridimenticarsi momentaneamente) nuovamente il problema stesso. Per la serie “chi me lo fa fare?” Ovvio che una visione “soggettiva” in questo caso è spesso una legge. Non potrei dare un senso a tutti, a malapena credo di averlo io… forse neanche a dire il vero… Ad ogni modo credo funzioni come una sorta di catena: il “senso” potrebbe condividersi con una o più persone, magari entrambi riescono a fare parte di uno soltanto, (una madre che vede nascere il proprio figlio?) combaciando a loro volta. Può essere un oggetto (lo sfizietto di una persona potratrice di pochezza?), magari per il più stolto degl’individui, e creare quell’oggetto poteva essere il senso della vita di qualcun altro (il lavoro che tanto cercava e desiderava?) Magari c’è chi il senso riesce a trovarlo, insomma, insieme ad una persona magari o ad un raggiungimento di un obiettivo… ...o magari, come sembrerebbe nel mio caso, per quel “poco” che riesce fare tanto. March 13 Sesso/sessualità=così è la vita. Il "trucco" sta nel prenderla sempre nel modo giusto (e spesso il modo giusto consiste anche nel prenderla nel deretano, giusto per farsi le spalle!)Sarà un discorso interessante, nella sua banalità (?). quanto narrerò, per lo più saranno esempi, è un costrutto di pura fantasia, ispirandomi comunque alla più classica delle generalizzazioni di un qualsivoglia concetto. Guarderò il tutto “da terzo” insomma, almeno ci proverò Credo proprio che sarò parecchio prolisso (quindi, caro lettore, se vuoi evitare mal di testa, o verità che "di forza" s'ignorano solo per "stare in pace con se stessi" evita proprio di leggere!)... già il titolo del mio post è abbastanza chiarificatore. Peccherò forse di maschilismo ma, peccherò anche dell'esatto opposto, tenterò quindi di vederla a 360° proprio partendo dagli estremi... forse anche no! Le epoche cambiano, le droghe cambiano, la sessualità e tutto quel che ruota intorno ad essa, (quindi questa può comprendere addirittura le altre due) anche. La vita è quella strana cosa che ti porta a considerare ogni eventualità una scelta che potrebbe essere intrapresa: una curva per poi tornare in carreggiata, una sbandata, un cambio di linea vera e propria. Già narrando le vicende di Adamo ed Eva, tutto era già così esplicitamente chiaro... la perfezione, così come l'infinito altro non sono che allucinazioni in cui l'uomo o la donna, senza distinzione, può capitare d'incappare (c’è chi riesce anche a portarsi tali allucinazioni, degni dei migliori funghi fino all’oltretomba… ma le eccezioni ci sono e ci saranno sempre!). Siamo seri: siamo nel 21 esimo secolo ...niente muore, "solo" si trasforma. Si sono evoluti i divertimenti: prima si giocava al campanaccio, ora fai le corse clandestine online; prima ci si dava gli appuntamenti faccia a faccia a "giorno da destinarsi" con estrema accuratezza, mettendosi magari d’accordo anche la settimana prima, ora con il cellulare puoi permetterti pure di avvertire di quanto ritarderai mentre spieghi dove sei e cosa stai facendo (e magari te la prendi pure più comoda); prima il parlare del sesso era pura blasfemia tanto quanto un'unica imponente bestemmia a tutto il calendario (bisestile), le mamme e i papà impacciati alla più classica delle domande dei bambini, andavano a prendere gli esempi più disparati: dell'ape e del fiore (al che il bimbo si domanda "ora so come si nutre l'ape, o forse l'ape fa "giochini" strani???") della cicogna ("se Mowgli sta coi lupi, vuoi vedere che io stavo con i volatili?"), dello spirito santo ("…e poi dici che uno impreca!") o del "semplice" amore... al che il bimbo "next gen", che ha un'apertura mentale ben superiore agli avi prima di lui, per parte (piccola fortunatamente) della sua vita si preoccupa del fatto che una semplice pomiciata possa portare gli effetti dell'ape con il fiore, della cicogna e relativi moccoli riguardanti il calendario dell'anno corrente, tutto in una volta! Il bimbo di nuova generazione, che è tutt’altro che rincoglionito nel momento in cui la voglia di crescere e di scoprire è tanta (poi, da grande capirà che il crescere e lo scoprire non sono solo cose belle e interessanti) si domanda "dell'alza bandiera" mattutino: di primo acchito sa che andando a fare pipì tutto si risolve... poi, crescendo capisce che tale fenomeno, "inspiegabilmente", si verifica anche in altre "situazioni" e comincia quindi a dubitare che il tutto stia solo alla vescica che essendo "in riserva" di spazio, si espande proprio lì, in quel che crescendo somiglierà via via sempre di più ad un idrante. Avviene magari guardando la scena amorosa in un film, il calendario della rivista "max" del fratello più grande, caricando l'idrante a mo' di liquidator... Sembrerà strano, ma nel momento in cui il bimbetto scopre che la gig ha copiato il brevetto da una "stupidata" che alla resa dei conti è addirittura "naturale", ormai è sulla buona strada per diventare ometto... e di media, si diventa ometti SOLO quando ci si accorge dell'evoluzione del proprio membro, che tecnicamente parlando passa da "cicì" a "ciolla" e grazie anche (e soprattutto) alle videocassette non etichettate o giornaletti dalle pose plastiche alla "power ranger" di cui "il fratello del calendario" sembra essere gelosissimo, tanto da nasconderle nei posti più disparati. Con l'avvento di internet poco cambia, basta cliccare sulla cartella titolata più stranamente di tutte, aprirla e.... non mi stupirei che con il passare degli anni, un futuro nascituro potrà godere fin da subito dell'ottima qualità dell'HD. Per quanto riguarda la femminuccia invece, il discorso potrebbe essere simile. Il compagnetto all’asilo guarda sotto la sottana della Barbie… rimane STUPITO, notando come la bambola può fare la spaccata o portare le gambe anche sopra la testa in un contorsionismo assai poco rassicurante… la bimbetta nota invece che Ken porta i boxer… intimo che non viene via perché tutt’uno con la bambola stessa “qui gatta ci cova… cosa nasconde il bel Ken?” Poi ci si stupisce perché le ragazze sviluppino prima, non solo “ormonalmente”, ma anche per i svariati concetti che la mente umana possa concepire… in modo particolare QUEI concetti a cui accennavo poco fa. Quando il pargolo next gen si accorge delle protuberanza “multi valente”, la controparte femminile già sta snocciolando (o almeno tentando) il significato dell’amore o, in linea generale, del rapporto di coppia. Quando il maschio sta alla playstation la femmina guarda beautiful con la mamma: lì capirà che il cornificare è legge (oltre a rincoglionirsi del tutto s’intende, rimane pur sempre una “femmina” d'altronde) e che l’uomo ricco, unito ad un fusto mandibolone alla Ridge Forester, è una combo alla quale ogni mamma rimarrebbe stecchita, e così forse sarà anche per lei in futuro mentre con gli occhi innocenti scruta attentamente ogni cosa. Mentre il maschietto alterna il porno al nuovo record alla playstation, la femminuccia comincia a curarsi di più, ad avere il suo passaggio da “bimba” a “ragazzina”, a comprendere che le “nemiche” (altresì detto “periodo mestruale”) sono più amiche di quanto non voglia il più ricercato dei vezzeggiativi. In contemporanea quindi immagino un ometto che si sloga il polso (con o senza joypad, fate voi) mentre lei già scambia il primo bacetto con la lingua e le prime carezzine. Lei che già veste con discreto gusto e schifa chi ancora infila la camicia nei pantaloni o porta i calzettoni alti fino al ginocchio accostandoli ad un paio di pantaloncini del babbo che ancora sono in ottimo stato. Esce la nuova playstation e lei già sa che il preservativo sarà cosa buona e giusta, s’informa sulle controindicazioni della pillola, mentre i suoi coetanei cominciano a sbavare per un “ammiccamento” da parte sua verso di loro. Lei conosce il Fonzarelli di turno (solitamente di qualche anno più grande), chiaramente non cammina a piedi e grazie al tipo è già bella che motorizzata e sotto il portone di casa limona, così come il giorno dopo e quello dopo ancora. Limona, palpa&tasta e la maturità è già bella che avviata. Altra limonata, tanto che l’uomo del monte sfigurerebbe anche perché sarà lei, “la donna della pianura che via via si sviluppa e si arrotonda” a dire “SI’!” I coetanei tornano a casa a piedi, sperando di arrivare in tempo per vedersi Dragon Ball, mangiare e… avviare la playstation o in alternativa studiare… tanto si sa che poi di mezzo ci finisce pure il porno che ormai conosce a memoria. Ma il tempo passa…il ragazzo sviluppa pure, scambia i primi bacetti e come mezzo di locomozione ha ora un bel motorino fiammante, il problema è quando piove… problema che la fanciulla non ha perché sta già bella al calduccio in macchina a fare tutto il reparto ortofruttifero… Il resto credo venga da se… Al che giungiamo all’altro aspetto dell’evolversi della sessualità. Guardando il passato si vedevano coppie belle e durature, i nostri genitori, nonni, i padri prima di loro (chiaramente parlo in linea generale), la storia magari è addirittura sempre la stessa: una cornicetta che alcune volte li vedeva fidanzati fin dal liceo o dalle medie addirittura. Ora invece? Beh, il sesso non è più argomento tabù (basti guardare poco sopra)… tutti conoscono il piacere di un orgasmo e chiaramente nessuno lo schifa. Obiettivamente chiunque vorrebbe essere pervaso da tale sensazione per tutta la giornata, (avoja poi a camminare 3 chilometri sopra il cielo), gli unici modi sono: o farsi di eroina, o fare tanto di quel sesso che le borse sotto agli occhi diventino talmente grandi da poterci infilare il portafogli. Cosa succede nel caso di carenza? Beautiful insegna! C’è chi parla di valori perduti, chi non capisce che la sensazione fisica spesso supera la forza della ragione… entrambi i sessi possono cadere in tale tranello. Spesso è la situazione, spesso è la semplice voglia, spesso è la voglia di trasgredire, spesso si preferisce non pensare al dopo ma all’istante… È inutile girarci intorno: così come il mondo è bello perché è vario, è altrettanto bello variare (...alcune volte), e questo può portare benefici o meno, grattacapi allegria e spensieratezza (nel momento in cui...). C’è ancora chi crede nell’amore? Beh, fate bene a crederci… è una malattia! Si potrebbe tranquillamente diagnosticare a detta di Focus: così come passa un raffreddore quindi, o una bronchite, potrebbe anche passare l’amore. C’è chi con uno starnuto, chi s’è portato l’influenza addosso per anni, chi ancora è contento di essere ammalato… Il trucco appunto sta nel prendere al meglio ogni situazione, viverla e… perché no, rinunciare anche! Metterei qualsivoglia fidanzato davanti ad una gnocca da paura che aspetta solo di…. La carne è debole d’altro canto. Capita ai maschietti, capita alle femminucce, capita… di riuscire anche a trattenersi… Occhio non vede cuore non duole? Sensi di colpa? Se l’amore è una malattia, il sesso può essere l’aspirina, e qualsiasi prescrizione medica spiega a chiare lettere che mandare giù troppo spesso aspirine può far male… al che meglio essere forse “malati terminali”??? Um… L’amleto? Mi fa un baffo! L’argomento “amore” comunque, nel senso stretto del termine preferisco saltarlo a piè pari. Credo sia una sensazione troppo soggettiva, talmente tanto che io stesso ancora non credo di aver provato mai (forse qualcosa di simile… sì, forse.)… il titolo in ogni caso, oltre ad attirare l’attenzione, nella sua righetta scarsa è pregna di significato, quanto basta per aprire e chiudere tale parentesi insomma con tanto di puntini sulle i… …sempre che effettivamente il sottoscritto ci riesca… Vado avanti quindi e mi soffermerò su quel ulteriore balzo evolutivo che ci porterà a guardare la sessualità ancora una volta, nella suo procedere e trasformarsi in un continuo incessante: “quando la sessualità verte sull’omosessualità”. Anche qui, storicamente parlando possiamo dire che con il passare del tempo il tutto par smuoversi in una ben chiara direzione. Che sia apertura mentale o che sia il semplicemente “ciò che si vuole” e irrilevante. La cosa ironica è che se l’amore è davvero diagnosticabile come una malattia, l’omosessualità non lo è più considerata da un po’ di tempo a questa parte (non voglio scrivere date per paura di dire castronerie), cosa in cui il qui presente, quota firma tre volte e sottoscrive. Sinceramente mi sono sempre chiesto se ci sia qualcosa che “manca” quando qualcuno si accorge di provare attrazione fisica per lo stesso sesso, o che sia curiosità portata all’inverosimile, all’ennesima potenza. C’è chi ci arriva per effettive carenze, magari provare ripulsione totale verso un genitore; chi ci arriva per (come ho detto prima) curiosità… …chi, ci arriva per “logica”! Mi piace considerare la vita una sorta di grandissimo campo matematico, come un enorme calcolatrice insomma sempre in funzione: niente algebra, niente equazioni neanche di primo grado, parentesi divisioni e moltiplicazioni, la vita è già troppo complicata per arricchirla ulteriormente di altre complicazioni scaturite dall’intelletto, quindi semplicemente si somma... e solitamente non ci si sbaglia neanche. La logica dell’omosessualità credo stia proprio nel semplice “uno più uno” in un certo senso. È un discorso che ho affrontato più volte negli anni e le mie parole sostanzialmente son state sempre le stesse. Prendiamo l’esempio femminile (guarda un po’): Com’è noto, la donna, oltre a sviluppare prima, ha un corpo “meglio strutturato” del nostro: un seno che rifà da airbag all’occorrenza, una porta “seriale” in più che non lascia in giro altri componenti spenzolanti! Insomma, un calcio in mezzo alle gambe farà un gran male pure a loro, ma il paragone su di un soggetto maschile, non credo reggerebbe minimamente… Al che mi domando se il Creatore, nel momento in cui fabbricò Adamo e poi Eva abbia fatto una sorta di “brutta copia”, per poi dare il massimo al secondo tentativo. Il ragionamento non fa una grinza nel momento in cui è Lei capace di sfornare marmocchi come e quando vuole (e avoja a dire “bisogna farle in due ste cose” quando l’unica banca che non chiede interessi, con un prestito -totale- a “fondo perduto” è quella del seme), è sempre Lei quella che di norma sa cucinare pulire e rammendare contemporaneamente e in una manciata di tempo (contro però il sostituire una ruota… ma il “contro nel contro”, come dire che “meno per meno fa più”, sta nel momento in cui la tipa fa gli occhi dolci al primo passante…et voilà), è sempre Lei che ha quel corpo che è una sorta di mappa dove i tesori stanno un po’ ovunque (per il maschietto il tesoro solitamente è uno soltanto. Certo c’è chi addirittura trova il punto “L” che si trova là nel “pozzo”… ma siamo sempre lì lì, credo…)… Insomma, la donna della mappa, nel caso in cui, non ne ha certo bisogno anzi, sa già precisamente dove mettere mano e dove “scavare”. Orgasmi multipli, sottomultipli, ambi terni quaterne e tombole potrebbero equivalere a svariati forzieri: quelli di monete, quelli di gioielli, quelli di pietre preziose… …e il totale non si ferma certo qui, quando il tutto basta che si moltiplichi per due (giusto per accelerare i tempi di calcolo) per ottenere un risultato ancora più… più… PIU’! Shockante la cosa… speriamo solo che l’evoluzione si fermi qui… non riuscirei certo a giustificare la zoofilia ad esempio. Avoja che faccio anche calcoli in percentuale, frazionati, su radice… …e poi in matematica avevo 3… March 06 MorteUna persona, prima o poi, ci arriva… nel corso della vita, presto o tardi, uno ci pensa: che sia l’istante che intervalla un secondo, che sia un pensiero ricorrente, che sia una sorta di “nullafacenza”… quindi non avendo di meglio da fare, una persona arriva a formulare ipotesi varie… i perché e i per come potrebbe succedere questo o quell’altro secondo tale religione o una qualche ricerca puramente scientifica. Beh, come vedo la morte io? di certo "non la vedo", non me ne preoccupo, né sto a pensarci troppo. La morte è il contrario della vita, indi per cui, argomentando il più semplicemente possibile il tutto, posso solo dire per certo che: "oggi sono qui, domani sarò là" (“là” inteso come oltretomba chiaramente). Non “credo” nel destino, non nel senso stretto del termine almeno, ma in senso figurato so per certo che è "una cosa beffarda". Se mai esistesse, certo è che si fa gioco di tutto e tutti, per questo motivo non sto troppo a preoccuparmi là dove posso affermare con discreta sicurezza che, se mai ci sia qualcuno nell'alto dei cieli che ci osserva e ci scruta (e magari ci domina e ci guida), di sicuro saprà anche come “la storia” va a finire (come se su internet trovasse spoiler di un qualche film) e, di certo, non s'impegna più di tanto cambiare l’ordine degli eventi... non perché "non potrebbe", ma per il semplice motivo che “cambiando l’ordine degli addendi la somma non cambia”. Il corpo invecchia? Morirai! Hai un incidente? Morirai! Una malattia fulminante ti sopraggiunge? Morirai! Ora, toccando i miei fidi gingilli di famiglia (certo che questo mio post, di sicuro è uno di quelli che non guarda la fortuna, nè in un certo senso il "bicchiere mezzo pieno della vita"), posso dire che per quanto mi riguarda, “ho troppo da fare" per pensare alla morte! Certo, se mai dovessi salutare questo corpo, spero di lasciare alle spalle un bel ricordo a tutti, oltre a tentare in tutte le maniere di “andare via” con un certo stile. Ho pensato, qualche volta a: "come vorrei morire?”… sì perché da un certo punto di vista una persona può anche scegliere "come e quando" farlo (mi vengono in mente una serie di strisce umoristica del “famosissimo” “MAD” intitolate “suicidio fai da te”). Pensiero che non ha lambito più di tanto la mia mente, troppo impegnata a vivere il momento, l'ora o anche il secondo, al meglio delle mie possibilità sempre e comunque. Non credo a nulla... o meglio, credo in un Dio chiaramente, anche se non so di preciso qual è! Non per altro… sarebbe l'unico capace di rispondere all'unica delle più universali delle domande, il semplicissimo "perchè?"! ... immagino quindi la morte come una sorta di lampadina che si fulmina, un lavandino che smette di gocciolare, un accendino che termina il gas... spero di andarmene via con il massimo del piacere della vita... magari sotto "l'effetto" di un orgasmo (non propriamente mi devo masturbare o avere una donna sopra di me)... …di sicuro, in quel caso, se mai varcherò quel fantomatico tunnel con la luce sul fondo, lo farei al meglio delle mie possibilità. Se sarà “fulminante” o… purgatorio, paradiso, inferno o una seconda possibilità quale potrebbe essere la reincarnazione, probabilmente un gran piacere prevarrà in me, per quel che sarà: …a quel punto che sia un attimo o il "continuo" della mia "vita", poco importa... March 04 MegalomaniaOrbene: February 26 "Un servu tempu fa" -1857-Un servu, tempu fa, di chista chiazza E tu forsi chi hai ciunchi li vrazza traduzione: Un servo, tempo fa, in questa piazza ------------------------------------------------- cioé, che DIO di testo eh??? 150 anni di tradizione! quanto siamo cazzuti!!! January 20 Guerre Stellari Mondiali. Darth Vader mangia cinese.Riporto il cappelletto riguardante la notizia a questo link: http://liberoblog.libero.it/politica/bl5933.phtml “I cinesi hanno lanciato un missile contro un satellite. Gli Stati Uniti si preoccupano...” Tra i numerosi commenti, che pullulano di razzismo più o meno dichiarato, paura e scetticismo, è facile notare come nessuno par aver preso al meglio la notizia, giustamente. La critica, più passa il tempo più par farsi pesante contro il popolo giallo che risponde con “non c’è nulla di cui preoccuparsi”. Logico che sentirsi rassicurati da chi, dall’altra parte della terra sarebbe capace di farti saltare in aria pigiando un bottone ha dell’ironia infinita. Il mio post credo sarà diverso dagli altri leggibili sul link di cui sopra, per ovvie ragioni che tutti, ma proprio tutti sembrano (voler) ignorare. Partiamo dal presupposto che, fino a non troppo tempo fa, la Cina era da considerarsi in linea generale un popolo fin troppo vasto, ignorante e di semplici e innocui contadini. L’abilità nell’evolversi in tempi decisamente brevi, portando addirittura il loro mercato alla massa e ad ogni angolo del globo quasi (e parlo non solo di vestiti ma anche di televisori, lettori, automobili…), ha fatto sì che i “musi gialli” riuscissero ad avere sempre più voce in capitolo sia nella tecnologia che in tutto ciò che ruota attorno ad essa (non fanno la voce grossa ma poco ci manca). Il passo per armi sempre più all’avanguardia quindi è stato relativamente breve. Sia chiaro che la Cina ha i suoi bei grattacapi, considerando anche le diverse critiche per i diritti umani che una volta sì e l’altra pure si ritrova spesso e volentieri a dover chiarire con gli altri paesi, là dove la censura di diversi argomenti e/o parole e normale routine. Ma solo ora, dopo test nucleari e un proprio satellite in frantumi, ci si ritrova tutti a puntare l’indice accusatore contro una nazione che, critiche più o meno giuste e positive/negative, diviene via via una superpotenza degna di stati ben più acclamati. Proprio su questo argomento mi preme soffermarmi. Schiacciando l’occhio alla politica (di cui fondamentalmente non me ne frega nulla) è incredibile notare come tutto questo sia passato inosservato. Fossero stagli gli Stati Uniti , Bush si ritroverebbe con le orecchie che gli fischiano per le innumerevoli critiche e migliaia di manifestanti in tutto il globo a imprecare verso di lui… … e farebbero bene! Il motivo è presto detto: Ci troviamo in un’era in cui un conflitto armato farebbe terra piana di tutti e tutto. Si parla di missili spaziali, di satelliti spia armati di laser (che gli americani, secondo fonti non troppo sicure possiedono, guarda un po’). Sembra di leggere il trafiletto-trailer di un film di prossima uscita nei cinema vero? Roba da cinema americano appunto! Credo sia giunta l’ora di svegliarsi e la Cina è tra le prime ad averlo fatto! Noi (italiani) continuiamo a dormire sugli allori (quali?) per certi versi, sicuri di essere spallegiati "da chi di competenza cazzuta". Da registrare che dopo la caduta di Roma, di cui l’intera Europa faceva parte di un’unica grande nazione (altro che vincere la champions legue) l’italia in ambito militare è divenuta con il passare degli anni una pulce, che si accomoda là dove gli faceva (e fa tuttora) più comodo, strizzando l’occhio alla “nobile arte” della “bandierina” con i tedeschi prima e con gli americani che ci liberarono, poi. Liberarono? Diciamo che prima fecero i loro porci comodi, bombardando là dove vi erano i nemici e, per sicurezza, tutto intorno... dove i nemici non c'erano(e gli americani con la solita scusa della minaccia… scusa che ancora adesso usano, e regge…)! Ma torniamo alla Cina. Non troppo tempo fa i loro “vicini” (e storicamente nemici) vietnamiti hanno avuto la loro buona dose di storia che ora fa capolino sui libri scolastici. E il giusto pensiero del famoso popolo della “sottomarca originale” è di quelli fin troppo ovvi, a mio modestissimo parere: la prevenzione. Mi spiego meglio: Nel momento in cui un nemico ti da una sberla, perché mai dovresti metterti a braccia conserte aspettando anche un pungo sul naso? Giustamente la Cina, continuamente spiata da vari satelliti ora è arrivata a dire “non c’è da preoccuparsi”… un messaggio criptico che andrebbe letto fra le righe. Qualcosa del tipo: “mi spii??? Te lo mando giù! Vuoi attaccarmi? Ti mando giù le intere comunicazioni!” Dovesse scoppiare una guerra insomma, saprebbero come difendersi e, di sicuro, come rispondere pan per focaccia, mentre noi continuiamo a mangiare degli spaghetti fumanti aspettando che la pulce trovi, nel caso (…), un’altra testa su cui adagiarsi e, all’occorrenza fare da spalla. La cosa triste è che con tutta la buona volontà di questo mondo, tra pacifico e pacifista c’è un abisso... … e voi in che categoria vi riconoscete? Di sicuro, tutti nella stessa. Un po’ come i Cinesi, adesso. Quindi con il mio occhio fissatamene critico posso solo dire: “onore e merito a voi Cinesi… qui da noi pensiamo più alla panza che non al nostro culo!” December 20 … e il tempo vola, come suol dire.Cari lettrici e cari lettori di questo mio buco scribacchino: mi sembra ieri che bestemmiavo per gli esami delle elementari o delle medie, se penso a qualche ora fa mi sembra di rivivere le superiori, con annessa l’evoluzione totale della specie. Il divertimento, gli scazzi, i bei momenti e quelli brutti, o anche solo quelli passati… …e non ricordo cos’ho mangiato ieri! Mi ritrovo qui, conscio che un altro anno sta per giungere a termine. C’è chi preferisce i numeri dispari, ma questo è stato il MIO anno paro (il mio preferito). Potrei elencare un frammento per ogni luogo comune in cui mi sono ritrovato in questi 365 giorni: le frasi ascoltate e che m’hanno segnato e fatto riflettere, le autentiche situazioni di euforia, stralci di pazzia, di tristezza che m’hanno rispettivamente: gasato, spanciato dal ridere o affranto. Riempirei pagine e pagine con una sorta di “quelli che…” insomma, ma sono certo di non ricordare tutto. Quindi, senza nulla togliere a nessuno di questi giorni, non elencherò nulla. Non tra queste righe almeno, poiché nella mia mente i lampi di flashback stanno tuonando in continuazione già da qualche giorno. Tra le somme che ho tirato posso affermare che in questo lasso di tempo, di sicuro son cresciuto ancora, tant’è vero che oggi è il 354esimo giorno di questo lungo, ma nello stesso tempo breve anno. Avete notato quanto più si cresce, più sembra che il tempo voli? Ad ogni modo, chiunque si prepara per affacciarsi al meglio all’anno venturo, con buoni propositi, speranze e, perché no, addirittura sogni. Da buon pessimista quale/i sono/siamo (anche per esperienza), ovviamente ci si troverà a mettere il giusto freno e le giuste dosi a tutto; per non rimanere fregati o per godere di più, a voi la scelta. Per quanto mi riguarda, la cosa migliore che un pessimista/realista possa fare nel caso si dovesse ritrovare in istanti simili a questo, è lo stesso che farebbe per gli altri quindi: ...un enorme augurio e tanta fortuna a tutti per questo 2007, e per me stesso! P.S. - Faccio gli auguri ora già sapendo che il tempo, in questi giorni in modo particolare, diventa via via sempre più tiranno... e conoscendo anche i miei "ritmi bloggheschi"... ...anzi, già che ci sono, buon Natale! ... quasi dimenticavo! October 30 Tum pa tumpataboom!!!Senti le mani bruciare eppure a malapena ci fai caso, se non quando ti fermi per riprendere fiato, metterti d'accordo tutti insieme e ripartire. Non passa un secondo che già ti sei dimenticato nuovamente dei calli che ti si stanno formando, del sangue pestato, della pelle che viene via ad ogni colpo.
È solo un continuo tenere il tempo e il dolore fa parte dei “giochi ritmici”, com’è sempre parte della vita quotidiana del resto. Anche questa volta, non par fare eccezione. Poco importa quanto ti prolunghi, quanto rimpiangerai il fatto di aver pensato in un secondo momento che percuotere più piano avrebbe reso comunque o quanto, da un’altra parte, saresti stato meglio o peggio a prescindere che tu abbia o no qualcosa su cui battere. In quel momento sei solo energia… energia che deve venire sprigionata o tornando a casa rischieresti di uccidere qualcuno… e il non poterlo fare è solo un ulteriore accumulo di energie per quando sarà la volta successiva. Che siano trenta secondi o due ore di fila non importa.
Vorresti esplodere, far schizzare il sangue dappertutto e, anche in quel caso a malapena percepiresti qualcosa. Sei tu con la tua orgia ritmica, un tic che ti porti dietro da sempre e che non riusciresti a separare neanche volendo… né lei vuole lasciare te, perché entrambi sentireste la mancanza. Problema che in ogni caso non si pone considerando che tra tutte le droghe questa, a pari merito con il sesso, l’espletare e le risate continue e mai trattenute, fanno parte del mio essere. Chi ha il coraggio di non ritenersi un drogato per un qualche motivo anche lontanamente simile, adesso?
E tamburelli con le dita prima che arrivi il pranzo e/o la cena, suoni il volante ad un semaforo rosso o alterni i piedi con paradiddle e rullate mentre aspetti qualcuno o qualcosa.
Hai la benché minima idea di quanto sia nocivo tutto questo? Riusciresti a ricordare una variazione che magari si concentra su rimbalzi e tecnicismi vari e dimenticare che ora sia o quanto tempo sia passato da quando sei entrato nel tuo mondo di suoni ritmi e rumori.
Una pera del mio strumento, la mia spada è un qualsiasi oggetto… ancora e ancora
Dio solo sa che suono deve avere la mia testa percossa e prossima ad esplodere.
Forse, come da titolo... August 31 ...potrebbe continuare all'infinito......e poi finisce che hai sempre più sete di qualcosa, mentre con giri di parole spieghi il nulla...
ti chiedi mai quale sia il tuo obiettivo e se mai riuscirai a raggiungerlo?
hai paura
hai paura
sì, è fottutissima paura!
non chiedere il resoconto della giornata, non tentare neanche di percepirla e magari capirla.
"posso mentire anche con me stesso, come e quando voglio. autoconvincermi di quel che ritengo più giusto..."
...forse...
"eppure sembra non bastarmi mai questa voglia che, dentro mi assale e fuori, per tutti è ignota"
fai il biglietto e armati di coraggio. assicurati di non tornare e, se mai lo farai, non tornare per intero.
lascia qualcosa lì, sicuro che un giorno, presto o tardi, tornerai a riprenderla.
"vedremo cosa mi riserverà il destino, anche se di questa parola mi faccio grasse risate."
non credere alla fortuna ma continua a portarti sfiga da solo...
così sarai forte
ancora più forte
sempre più forte
potrai saltare gli ostacoli o prenderli in pieno, ma questi non ti fermeranno
rallenterai il tuo moto ma il tuo interesse è terminare la corsa, più che arrivare primo o ultimo.
pensa a come fare, non dimenticare che hai in mente qualcosa anche se non sai di preciso cos'è
forse non vuoi dirlo nè adesso ti conviene metterlo a fuoco
"eppure lo griderei al mondo!"
ma ancora non hai fretta, anche se odi aspettare, odi aspettare te stesso
...odi dover aspettare ancora...
...aspetta...
...ancora...
...e poi finisce che hai sempre più sete di qualcosa, mentre con giri di parole spieghi il nulla...
ti chiedi mai quale sia il tuo obiettivo e se mai riuscirai a raggiungerlo?
hai paura
hai paura
sì, è fottutissima paura!
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